Memorie di un’infamia

memorie di un'infamiaLydia Cacho

Lydia Cacho è una donna coraggiosa. Questo dicono di lei. Persino i poliziotti che l’hanno arrestata illegalmente e trasferita nella notte nel carcere di Puebla, lontano migliaia di chilometri da casa sua, le ricordano che è famosa per il suo coraggio mentre la torturano e la molestano. Giornalista, femminista, attivista, ha vissuto sulla propria pelle gli orrori di un potere corrotto e non si è arresa di fronte a un sistema che la voleva addomesticata, silenziosa, obbediente e probabilmente morta. Lei assicura che il suo è solo un caso emblematico di un sistema più vasto in un paese, il Messico, dove il 98% delle denunce si perde perché il “potere pesa più dell’evidenza”. In oltre venti anni di attività è stata vittima di minacce, è stata denunciata per diffamazione, arrestata e detenuta illegalmente, torturata, ha subito molestie sessuali da parte dei suoi persecutori e attentati alla sua vita. Nonostante ciò ha imparato a convivere con la paura che la stimola continuamente a proseguire la sua lotta per la difesa dei diritti dei più deboli, come attivista e come giornalista. In “Memorie di un’infamia” Lydia Cacho racconta tutta la sua storia. Dalle origini della sua militanza accanto alle donne vittime di violenza fino al suo arresto in seguito alla pubblicazione di “Los Demonios del Edén” dove accusa apertamente uno dei più facoltosi imprenditori messicani Jean Succar Kuri, noto proprietario di alberghi, di essere coinvolto in un giro di pornografia infantile.

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La pandemia dei cervelli pedofili

La pandemia dei cervelli pedofiliValentina Peloso Morana

La pandemia dei cervelli pedofili. Il ruolo della psicologia investigativa

Come vive il resto della propria esistenza un bambino violentato? I genitori e le strutture esistenti sono in grado di occuparsi delle vittime a livello concreto e psicologico? A questi ed altri interrogativi risponde l’Autrice mediante un’attenta analisi della perversione cerebrale dei pedofili, studiando la loro cultura, i loro progetti e i rapporti con la Chiesa e le altre istituzioni. Il volume, tramite l’esperienza dell’Autrice nel campo della psicologia investigativa, ha lo scopo di proteggere i bambini dagli abusi e dal conseguente rischio di una distruzione mentale senza ritorno

NON È ABRAMO CHE HA AVUTO L’ORDINE DI UCCIDERE IL PROPRIO FIGLIO, MA LE LEGGI DELL’UOMO

Di Valentina Morana

Qualche settimana fa hanno colpito a morte l’affidamento condiviso, inserendo qui e lì frasette dentro il ddl “filiazione” allo scopo di annientare la legge 54/06. Noi italiani siamo avvezzi a questi giochetti da quattro soldi da parte di chi scalda poltrone a sbafo.

Oggi parliamo di pedofilia, ci sembra necessario. È successo un altro giochetto: nel ddl 1052 sulla “omofobia” (su cui si scriverà in altro momento, l’argomento è importantissimo e mina le libertà individuali in modo decisamente arrogante) il senatore Giovanardi ha inserito un emendamento che prevede la punibilità a chi offende i pedofili. Lo trovate qui, leggere per credere: Proposta di modifica n. 1.5 al DDL n. 1052.

“La dignità e il decoro dei pedofili???”  Ma di cosa stiamo parlando?  Il decoro, la dignità di individui che defecano in faccia a neonati che non respirano? O quella di stessi o altri individui che sfondano il ventre di una bambina, mentre chiede pietà, e la ammazzano a colpi di pene? O magari la dignità di quegli individui in giacca e cravatta, che si masturbano davanti a un filmato, che riprende un bambino con le mani legate dietro la schiena e riverso a faccia in giù dentro una vasca,  viene penetrato violentemente nel retto fino a sfondare l’intestino da uno schifoso che se ne frega della sofferenza del bambino e pensa al suo piacere? Perché di questo e molto altro si tratta se pronunciamo la parola pedofili.

Ci avevano già provato. Con l’emendamento 1707 nel duemiladieci. È successo un parapiglia. Storditi dalla reazione dei tecnici e di associazioni della società civile che si sono opposte in modo decisamente determinato, hanno ritrattato dicendo in giro che l’emendamento, bontà loro, era stato “travisato”. Poi c’è stato l’attacco alla Polizia Postale con la richiesta di abbattimento di 80 sedi provinciali, che si occupano tra l’altro anche e molto bene, di pedofilia.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=MchCoTrX8Mw

Oggi addirittura dobbiamo occuparci del decoro e della dignità dei pedofili, e chi li descrive finisce nei guai. Come se non bastassero le rotture di cabasisi che già ci sono per contrastare il fenomeno.

Di questa parola scivolata tra le pieghe di un emendamento, diranno che è stata una svista o simili.

Ci sembra chiaro che i bambini sono sotto attacco nel nostro Paese.

Come per il condiviso, anche per contrastare la pedofilia, gli ostacoli incontrati nelle ultime Legislature, sono stati sempre costanti, con maggioranze diverse e stessa musica, con tutto il rispetto per la musica.

Per questo, siccome l’esperienza insegna, ci siamo stancati delle parole dei politici che poi regolarmente venivano disattese. Tanto per il condiviso quanto per la lotta alla pedofilia. E molto altro. E abbiamo proposto il nome di Marino Maglietta al Ministero delle Pari Opportunità perché ragionandoci, abbiamo visto che è la nostra possibilità. Perché è uomo di scienza e sa scrivere una legge. E noi vogliamo una legge che istituisca la banca dati dei pedofili e un pool anticrimine. Vogliamo al ministero una persona che lavora con il diritto di famiglia da venti anni, e che ha cuore i bambini e le famiglie, e pensiamo che con Marino Maglietta ce la facciamo a fare le cose, perché le conosce e lo fa per aiutare.

E visto che oggi scriviamo di pedofilia, pubblichiamo il trailer dell’ultimo film Parla con gli Alberi (Talking to the Trees) sul turismo sessuale in Cambogia, di Ilaria Borrelli e Guido Freddi, che liberi da vincoli distributivi, lo hanno fatto da sé, incontrando non pochi ostacoli. In Italia, guarda caso, il film lo trovate solo su internet perché non lo distribuiscono. Se volete capire qualcosa veramente, di cosa è la pedofilia, cominciate da questo film che descrive benissimo una parte di questa orrenda realtà. A seguire le parole di presentazione di Guido:

Mia è una fotografa italiana che vive a Parigi, mantenuta da un marito assente. Sogna di diventare madre e decide di fare una sorpresa al marito che lavora in Cambogia, ma è lei ad avere una brutta sorpresa… Gli occhi spalancati sulle bambine e il cuore in pezzi, decide di farle fuggire dal pozzo di dolore attraverso la Cambogia più pura, bella e selvaggia…

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=X4msEAyqcoE

REGOLE CHIARE PER LA NUOVA BANCA DATI DEI PEDOFILI

Di Valentina Morana

Da qualche tempo si è cominciato in rete e in Italia, a parlare di pedofilia. Con notevole ritardo rispetto a buona parte del mondo. Della serie: “Meglio tardi che mai”.

Abbondano le informazioni insensate, farcite di retorica italiana, inutile a contrastare il fenomeno.

La pedofilia è una cosa seria e molto pericolosa. La pedofilia è internazionale e gode di protezioni raffinate e molto aggressive se necessario. È collegata con gran parte delle organizzazioni criminali e con i traffici che le riguardano. È il nuovo “gioco di intrattenimento” di uomini e donne di potere, che si incontrano in luoghi per motivi professionali e si sollazzano nel tempo libero, a discapito di bambini e ragazzi. Le prostitute di alto borgo, stanno per essere superate da bambini e ragazzi, rapiti a scopo uso di adulti, privi di coscienza.

Il pedofilo è esterno alla famiglia e sta in tutti i luoghi dove può incontrare le sue prede. Tutti i luoghi che hanno in qualche modo accesso ai bambini, compresi quelli dove non ci si penserebbe.

La pedofilia ha un potere grande, perché vi fanno parte anche persone che sono ai posti di comando, in certi settori, in molti paesi del mondo.

In Italia la maggior parte del fenomeno è totalmente sommerso. La pressione a silenziare è molto forte, troppi interessi da proteggere e troppa paura per ribellarsi. C’è qualcuno da tempo, qualche associazione, che si occupa del fenomeno. Ma senza mai centrare al cuore il problema, evitando di affrontare argomenti scottanti. Servono? Ma… chissà. Io dico di no.

Le istituzioni non sono evidentemente preparate sul fenomeno, come del resto non lo sono, sulla grande maggioranza dei fenomeni in atto, all’interno della società civile che è molto più evoluta di chi la governa. La maggior parte delle istituzioni che si occupano di infanzia e famiglia, basa le sue azioni, su una formazione di un gruppo di pseudoprofessionisti, per niente all’altezza della situazione.

Per chi segue, è risaputo, grazie a quelle poche e preziosissime informazioni in rete e su qualche giornale, che il pedofilo sta anche nelle istituzioni, all’interno delle quali è più facile avere accesso alle informazioni interne. Ora è evidente che creare “banche dati dei bambini abusati” con informazioni dei servizi su bambini, tipo: presunto abuso, comunità o casa famiglia di appartenenza, anni, situazione familiare, etc., mette a serio rischio la vita di molti bambini mentre altri individui, godono nel paese dei balocchi dei porchi.

Noi invece pensiamo che vadano subito abolite queste specie di banche dati e ne vada creata un’altra, che è quella che riguarda i pedofili.

Molta parte del mondo si è dotata di una banca dati dei pedofili o di elenchi. Le banche dati sono in collegamento tra loro, perché la pedofilia è internazionale. La banca dati contiene dei pedofili: foto, anni, caratteristiche personali, luoghi di azione, caratteristiche delle vittime, modalità di azione ed è uno strumento necessario per contrastare il fenomeno della pedofilia, perché quasi tutti sono recidivi e comunque chiarisce collegamenti tra loro. E i genitori possono sapere se si aggira nei pressi di casa loro, un pedofilo uscito di prigione o scappato.

Crediamo necessario mettere le basi per la nascita di un pool anticrimine specializzato su tematiche di pedofilia come pure di omicidi, compresi quelli a base sessuale. Ci sono molti esempi felici nel mondo e noi abbiamo l’ottima Polizia Postale, che è un’eccellenza nel contrasto al fenomeno e dunque un punto di riferimento di partenza.

La Nostra Campagna pensa di realizzare questo progetto, insieme a Marino Maglietta alle Pari Opportunità. Tutti devono poter avere accesso a pari opportunità nella vita e dunque anche i bambini vittime di pedofili, insieme ai loro sofferenti genitori.

Leggi scritte con inchiostro indelebile per distruggere i pedofili

Di Valentina Morana

Cari lettori di questo blog e amici della rete,

cominciamo a ragionare insieme sul perché Marino Maglietta alle Pari Opportunità.

Comincerò con un articolo che riguarda una tematica che mi sta particolarmente a cuore: la lotta alla pedofilia.

Partiamo dalla base, che è la legge sull’affidamento condiviso, voluta e creata da Marino Maglietta e storpiata da molti. Questa legge prevede la presenza armonica di madre e padre nella separazione con i figli. Quelli che la ostacolano, prediligono ambienti familiari con un solo genitore, quasi sempre la madre. Un ambiente a rischio, dove manca il padre, è un terreno super appetibile per un pedofilo.

La pedofilia in Italia è in quasi totale parte, sommersa. Sommersa. I pedofili sono individui luridi che attaccano bambini indifesi, e li cercano nel loro ambiente familiare. Più l’ambiente è favorevole, con assenza di padre e magari con conflitti, più le prede sono facili.

I pedofili sono presenti in quasi tutte le organizzazioni criminali. Ad esempio non mi risulta il coinvolgimento della mafia siciliana in queste cose. I pedofili sono inseriti in tutti i circuiti di potere massimo e minimo, nelle istituzioni di qualunque tipo, nelle strutture private convenzionate e non. I pedofili sono presenti nei luoghi ricreativi e sportivi che riguardano bambini. Hanno una rete di collegamento e protezione, super sofisticata, e una parte di loro ha affari nel riciclaggio di denaro, droga, prostituzione, traffico di armi, di persone e di organi.

Questi individui senza coscienza fanno filmati e se li scambiano, come le figurine. Il mercato della pedopornografia raggiunge livelli stratosferici. Tanti soldi, tanto potere, tante marionette.

L’Italia non ha una banca dati che raccolga tutte le informazioni che riguardano i pedofili e le loro azioni. Molti Paesi del mondo si sono dotati di banche dati, che sono tra loro collegate (perché la pedofilia è internazionale) e di elenchi. Gli elenchi oltre a contenere le facce dei pedofili, comprendono anche informazioni sulle zone di azione di questi criminali, in modo che i genitori possano sapere se nella loro zona si muove un pedofilo, e che faccia ha, se è libero.

Sono anni che combatto per questo, per avere una banca dati. Ci ho provato anche lo scorso anno con un partito politico. Ne ho pagate pesanti conseguenze e niente banca dati. Sono anni che studio le azioni dei politici intorno a questo argomento e posso dire con assoluta certezza, che a parte la ratifica della Carta di Lanzarote, niente è fatto per difendere veramente i bambini. Ti danno il contentino con lo specchietto per le allodole.

Dunque pari opportunità per tutti e perciò anche per i bambini. L’affidamento condiviso è ovviamente uno scudo contro la pedofilia ed è necessario come elemento base protettivo. Ma ci serve anche una banca dati che raccolga dei pedofili: foto, azioni, luoghi di azione, tempi di azione, caratteristiche delle vittime e foto delle vittime se morte, e tutte le informazioni necessarie. Alla banca dati va affiancato un pool anticrimine, composto da investigatori e tecnici specializzati, coordinati da un capitano. Lo schema è quello del dottore Falcone.

Noi dobbiamo vincere e aprire le porte del Ministero al prof. Marino Maglietta. Con lui mettiamo a posto le cose del condiviso e istituiamo la prima banca dati dei pedofili in Italia. E mettiamo a posto molto altro che descriverò in seguito, come il cancro delle false accuse per esempio.

Sono contenta che le cose siano andate come sono andate. E’ molto più bella una proposta di banca dati per i pedofili, che viene dalla società civile. È liberatorio per me e per tutti. Una richiesta che parte dal popolo. E voglio vedere se il popolo conta, anzi è sovrano, come dicono loro, o che.

Con Marino Maglietta mettiamo su la banca dati dei pedofili e il pool specializzato e ufficiale anticrimine. Noi vogliamo questo.

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