La Nostra Campagna a Monaco di Baviera

Pubblichiamo gli interventi della Dott.ssa Morana, portavoce della Nostra Campagna e del Prof Maglietta, intervenuti come relatori al convegno del 19 Novembre organizzato a Monaco di Baviera dalla Commissione Famiglia del Com.It.Es. (comitato degli italiani all’estero) coordinata dalla Dott.ssa Alicandro.

L’ALIENAZIONE GENITORIALE: DEFINIZIONE, VALUTAZIONE DANNO, PREVENZIONE E NUOVE PRASSI

di Valentina Morana

Introduzione
Per un bambino o un ragazzo la separazione, è una frattura nel suo mondo. Che fosse un bambino contrario alla separazione dei genitori, o che per lui la separazione possa essere un sollievo, sempre una frattura è. E come per ogni frattura, ci sono sempre delle conseguenze.
Quando la coppia si separa, e la famiglia si spacca, il bambino perde la quotidianità con entrambi i genitori in contemporanea. Si interrompono ritmi, e gli affetti subiscono uno scossone. Questo produce effetti. A seconda delle modalità di frequentazione, il bambino subirà una difficoltà importante o nella relazione, o nel rapporto di identificazione. Questo è un problema nella crescita e succede dopo la separazione. Bisogna tenerne conto.

L’alienazione genitoriale
Nelle separazioni conflittuali, può accadere che uno dei due genitori, madre o padre, possa cominciare a mettere in atto delle azioni per allontanare l’altro genitore dai figli, dando vita ai primi segni di alienazione genitoriale, e spinto da bisogni che nulla c’entrano con i figli: per esempio per vendicarsi di un tradimento, di una vita ricostruita da parte del suo ex, per punizione, per prepotenza e profondo egoismo.
L’alienazione genitoriale, è un fenomeno che comincia a toccare il genitore avversato, e che poi nel tempo spesso si allarga a tutta la sua famiglia. La commettono femmine e maschi, le femmine in percentuale nettamente maggiore rispetto ai maschi.
Questo fenomeno comincia, con il genitore che ha di norma il “collocamento” dei figli presso la sua abitazione, spesso la madre, e che inizia a creare piccoli ostacoli all’incontro dei figli con l’altro genitore, oppure comincia a denigrarlo sia con parole che con gesti.
Poi nei casi più gravi, in seguito il genitore che aliena l’altro dalla vita dei figli, estende gli ostacoli a tutta la famiglia di origine del genitore alienato. O anche in alcuni casi il genitore alienato è stato usato per arrivare a una gravidanza, e viene escluso dalla vita del figlio, in quanto divenuto inutile, una volta che ha assoldato il compito di procreare.
I figli si trovano tra l’amore per entrambi e la lealtà verso uno di loro. Continua a leggere

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Il giurista Maglietta: «Che confusione tra affetti e diritti»

Da “Avvenire” del 27 febbraio 2016


Congelata la stepchild, lasciato intatto il “similmatrimonio”, la nuova stesura del ddl Cirinnà ha poi di fatto ignorato le incongruenze della seconda parte dell’articolato, che nella prima versione era definita ‘delle convivenze di fatto’. Eppure quegli svarioni non appaiono meno degni di attenzione, come fa notare Marino Maglietta, docente di diritto della famiglia, ‘padre’ dell’affido condiviso.

Quali ritiene possano essere le principali criticità?
Già lascia perplessi l’idea di disciplinare ciò che segue alla rottura di un legame che, per definizione, dovrebbe essere ‘stabile’. Si poteva ancorare la definizione di stabilità a qualcosa di oggettivo, come una durata minima e/o la presenza di figli. Non solo: per ‘l’accertamento della stabile convivenza’, necessariamente connotata da un legame affettivo, fa testo la residenza anagrafica. Ovvero, anche se nel tempo il legame affettivo si è trasformato in altro – due studenti che si limitavano a dividere l’appartamento, poi si sono messi insieme e quindi separati, prima in casa e poi del tutto – dal dato amministrativo scaturirà automaticamente un impegno personale dei due. Continua a leggere

La famiglia oggi è sotto attacco

Di Silvia Alicandro Il nuovo anno non porta buone novità per le famiglie e per i bambini e anzi, quella che si può considerare una pessima politica, sta cercando di vanificare il lavoro di chi, da molti anni ormai, si batte per tutelare i diritti dei più deboli. Con il D.Lgs 28 dicembre 2013 n. 154 sulla filiazione, in attuazione della L.10 dicembre 2012 n. 219, si è consapevolmente smantellata la L. 54 del 2006 e sono stati vanificati 12 anni di dibattito parlamentare e di confronto scientifico. Dal 7 febbraio questo decreto è stato convertito in legge e ora molte cose cambieranno per i genitori che decidono di separarsi e per i loro figli. Continua a leggere

La Nostra Campagna contro la zizzania e a favore di Adriana Tisselli

Di Valentina Morana

Cari lettori di questo blog,

La notizia dell’aggressione ad Adriana ha scatenato un vespaio. Non si aspettavano la nostra reazione. Come sempre, sono stata personalmente insultata dalle Lobesie Botrane che non avendo argomenti, fanno così. Tipo mi definiscono “coprofaga pelosa”. (Nella pura fantasia: è meglio mangiare merda che bambini) Insinuano pure denunce per calunnia, illudendosi di spaventarmi. Al limite posso dargli un biglietto per mettersi in fila.

Poi però ricevo questo messaggio privato da Rete Interattiva Campania:

Rete Interattiva Campania

Su questo “articolo” dettato da A.T. ad Adiantum (wow) emerge che l’autore dell’aggressione (secondo la nullipara era lui l’aggressore) non solo non è stato catturato perchè si trova sereno a casa sua, ma mostrerà al più presto presso un comando dei carabinieri i segni che questa donna e tutti i presenti gli hanno inflitto solo perchè il ragazzo voleva sua sorella. La bambina sottratta a Vittuone il 27 settembre 2013. A.T. per far scaternare i presenti ha urlato: “mi stanno scippando, mi stanno scippando!!. Qui c’è un referto medico che mostra 7 gg. di prognosi per il ragazzo e per fortuna c’erano testimoni che possono confermare l’accaduto. A.T. ha smania di fama ma questa volta ha sbagliato il bersaglio e metodo. Questa donna è un serio pericolo per la tutta la comunità milanese, il suo lavoro è quello di proporre amici per testimoniare il falso in Tribunale, attività piuttosto redditizia perchè poi da cosa nasce cosa. Tra l’altro questa donna così “perbene” è recidiva perchè è conosciuta in tutto il quartiere di Milano.

l ragazzo è stato portato al pronto soccorso dai caraninieri. Abbiamo il referto e presto combatteremo nei confronti di donna mistificatrice, cattiva e pericolosa. Una “donna” che oltre ad aver fomentato il padre separato per fare una battaglia legale contro il benessere della figlia (che ora è collocata provvisoriamente presso di lui “con la super visione dei servizi sociali di Milano”, A.T. dichiara di essere una semplice coinquilina (forse per ragioni fiscali da nascondere?), ha inoltre danneggiato e mandato in ospedale il primo figlio dell’ex moglie di questo coraggioso padre separato che si nasconde la donnetta nullipara, ex sindacalista e priva di scrupoli. Questo ragazzo ha lividi ovunque, pugni e si dovrà operare d’urgenza all’ernia a causa di questa aggressione indotta dalla “Signora” A.T. – A.T. “gridando allo scippooo” ha attirato tante persone contro il ragazzo pronte a difendere “la donna bugiarda” e picchiare questo povero ragazzo che ora si trova in ospedale. Il ragazzo voleva vedere sua sorella che è stata sottratta dai servizi sociali e dal padre che si è comprato la ctu. La bambina ora si trova presso la casa del “padre separato” da tre giorni, segregata e tenuta lontana dalla madre, con il cellulare spento. Il decreto non vieta le telefonate della madre. Milano presto conoscerà tanti dettagli in merito a questa macabra coppia composta da una nullipara frustrata e un uomo immaturo e meschino.

Al padre separato sono state ritirare tre denunce nel 2008 per maltrattamenti e percosse alla madre, la quale le aveva ritirate per ottenere la separazione e allontanarsi da questo individuo.

Bella persona questa A.T. complimenti.

La redazione di Rete Interattiva (a presto i referti medici on line)

Per onestà intellettuale, tutti coloro che mi leggono e conoscono il mio modo di agire e ragionare, e sanno che non nascondo niente, possono ora verificare le dicerie che si nascondono nella rete, allo scopo di promuovere interessi diversi. Visto che per me il web non è uno specchio per le allodole, e non mi va di essere usata, pubblico questo messaggio che mi è arrivato sulla pagina Facebook, e che trovo anomalo.

E già che ci siamo La Nostra Campagna risponde con un articolo di Francesco Toesca.

 


 

QUANDO SI COMINCIANO A MENARE LE MANI

Di Francesco Toesca

L’aggressione ad Adriana Tisselli, fondatrice del Movimento Femminile Parità Genitoriale, della quale chi la conosce non può dubitare circa la “maternità” della mandante, non può essere definita di matrice personale. O forse si. Anche troppo.

Voglio dire che nasce (insieme a tutte le minacce ed intimidazioni, indirette e dirette, che ha ricevuto in passato) in quel contesto accanito, che prende origine da visioni personali di interesse materiale ed egoistico sulla proprietà dei bambini e più in generale su una strumentalizzazione delle separazioni e dell’affido esclusivo. Il tutto passando da varie forme di delegittimazione ed allontanamento del maschile nella famiglia a tutto danno dei bambini, senza argomenti sufficientemente validi a supportare giustificazioni teorizzate che si arrampicano sugli specchi. Questa cosa si produce in farneticazioni rocambolesche e si perde in paradossi mai spiegati, si accartoccia su se stessa in una rovinosa battaglia che calpesta i diritti umani dei figli e degli uomini. Tale tentativo, teorizzare e sostenere l’insostenibile (con profusione di dati mistificati, interpretati a proprio piacimento, passando per false tesi “scientifiche” di presunta intoccabilità del materno e condanna del paterno, sino ad arrivare al paradosso mai spiegato del chi insegnerebbe la violenza ai bambini, se tutti i percorsi educativi – prima infanzia, adolescenza, pubertà – sono in mano prima alle madri in maniera esclusiva e poi al femminile nel corpo insegnante, che mai avrebbero valore in nessun consesso serio), è ormai arrivato alla frutta. Trovandosi davanti un muro solidissimo di persone, tecnici, genitori, politici, psicologi, a livello nazionale ed internazionale, che in ogni forma ed espressione dimostrano l’importanza dell’affidamento condiviso e della compartecipazione attiva nella crescita dei bambini, sconfessando ogni baggianata sulla disparità di importanza dei ruoli maschile/femminile, non ha saputo trovare di meglio che menare le mani.

Il fatto che abbia delegato ad un ragazzo, un uomo, di sporcarsele, quelle mani, palesando ancora una volta il potere di plagio che si può avere su un bambino divenuto ragazzo e uomo, nel condizionarlo all’odio, non solo dimostra una volta per tutte la fondatezza delle tesi da noi fin qui sostenute, e che cioè sia sin troppo facile e realistico (oltreché terribilmente diffuso) condizionare un bambino a proprio piacimento; un boomerang micidiale per chi sostiene che non è possibile istruire i figli a proprio godimento.

Ancora una volta, è drammaticamente dimostrato che la violenza non ha genere, avendo la stessa identica dinamica di fondo sia nell’uomo che nella donna, e cioè degenerare nel sopruso quando non si sa più gestire altrimenti un conflitto. In quali forme questo avvenga poco importa, la drammaticità sta nel non sapersi mantenere su posizioni di rispetto ma soverchiare. Questo è ciò che dobbiamo imparare a riconoscere e combattere; la genesi della violenza e non la sua dimostrazione finale. E dobbiamo finirla di speculare su ogni equivoco, evitando accuratamente di guardare in faccia la genesi della violenza stessa.

Non solo. Questa aggressione conferma ancora una volta l’orribile tentativo di “classificare” i generi: donna vittima incolpevole sinché sta al gioco, donna da punire se non protegge la casta femminista. Uomo colpevole se maltratta una donna, ma emissario pilotato e legittimato proprio da chi cavalca questa retorica, se punisce una donna che non è stata al gioco.

I fatti di ieri che riguardano Adriana mi hanno ricordato i primi episodi di violenza degli anni ’70. Lo stupore di alcuni nel rendersi conto che c’era chi passava all’azione, a confermare che dietro tutte le chiacchiere c’era qualcuno che faceva sul serio. E sappiamo com’è andata. Facciamo attenzione a non ignorare il livello di pericolosità di certe tesi di parte, degli interessi di chi ci mangia, del livello di incontrollabilità di un sistema di favori, perché ci stanno esplodendo in mano.

Continua la Nostra Campagna sulla PAS

Di Francesco Toesca

PAS = Parliamone Apertamente & Sinceramente

Eccoci qui ancora una volta a parlare di PAS e condizionamento di minori.

Quante parole ancora dovremo spendere per parlare dell’ovvio? Possibile che il buon senso non sia d’aiuto a questa nostra società per discernere, capire, evolvere, contenere, insomma aiutare il buon crescere della nostra convivenza? Possibile che si debba sempre passare per confuse analisi sterili, ricorrere ad azioni complesse ed impegnative per far emergere le verità più semplici e lampanti? Possibile che si debbano mettere in campo fiumi di parole, eccellenti professionalità ed enormi energie solo per dover spiegare ciò che è sotto gli occhi di tutti e che dovrebbe essere facile da capire?

Purtroppo è assai più facile spargere al vento un mazzo di carte che ricomporlo e rimetterlo nell’ordine in cui si trovava; per creare confusione e sguazzarci dentro basta un attimo, per ragionare e capire ci vuole assai più energia.

Comunque, facciamo insieme una piccola carrellata di considerazioni ovvie ma necessarie:

Due genitori sono meglio di uno; ovvio. E’ fondamentale per equilibrare la crescita del bambino. Ad esempio, quando un genitore muore chiunque capisce che si verifica una grave mancanza nel panorama affettivo del bambino che avrà ripercussioni forti nella sua crescita, ma non siamo disposti ad affermare lo stesso per un genitore in vita ed allontanato per nostro capriccio o tornaconto, in assenza di una provata dannosità. Quando un genitore muore non andiamo certo a distinguere se era bravo o no, affermiamo che la perdita è un danno. Per un genitore in vita siamo sempre pronti a giustificarne l’allontanamento senza indagare, sulla base di un sommario giudizio di persona di parte. Qual è la differenza? Stiamo parteggiando per il genitore che rimane vicino al bimbo e non per il bimbo stesso. Ovvio, no?

Le degenerazioni o i torti di uno dei genitori verso i figli vanno trattate per quello che sono, individuate e punite, e i genitori rei e dannosi vanno allontanati. La loro esistenza reale e poi statistica non può e non deve influenzare la misura con la quale gli altri (coloro che non commettono niente di male) frequentano i figli. In altre parole, se esistono genitori dannosi, non vuol dire che tutti i genitori siano dannosi, né tantomeno che un genitore dannoso, una volta allontanato, possa essere preso come metro di giudizio per pesare la presenza dell’altro. Se il cattivo va allontanato, non va allontanato il bambino anche dal buono, anzi. Ma questo, come detto, SE un genitore commette fatti dannosi. Ovvio, no?

Due genitori sono il modo migliore per individuare eventuali abusi e maltrattamenti: l’altro genitore ha strumenti eccellenti (la conoscenza del bambino, il suo linguaggio specifico e la sua storia, la quotidianità) per capire cosa sta succedendo al proprio figlio. Il fatto che entrambi i genitori possano avere con sé il bambino è una ottima garanzia per il bambino stesso. E dico entrambi, non uno solo a controllo dell’altro ma libero di agire indisturbato. A volte, proprio la separazione è il rifiuto della connivenza. Ma non va strumentalizzata. Ovvio, no?

Questo non deve dare la possibilità a nessun genitore di accusare falsamente l’altro per motivi di tornaconto o semplice competizione nella cura dei bambini, per cui ogni accusa deve essere analizzata e provata e le false accuse vanno punite severamente. Ovvio, no?

Eliminare l’altro genitore dalla vita di un bambino è già un abuso, uno dei peggiori, fine pena mai. Confondere eventuali reati o abusi da parte dell’altro con una nostra lettura egoistica del possesso e dell’esclusività è abuso. Ovvio, no?

Esistono professionalità (psicologi, psichiatri, assistenti sociali, giudici onorari e non, operatori di tutti i generi, educatori etc etc) che vanno incentivate nella loro competenza e controllate quotidianamente, per far si che non si confonda l’analisi seria delle situazioni relazionali e psicologiche con gli abusi di potere o i pregiudizi di ogni genere o peggio l’incompetenza; abbiamo bisogno di professionisti seri, e vista la materia non possiamo permetterci né ciarlatani o incapaci, né tantomeno infiltrazioni da parte di lobby di interesse nelle questioni minorili. Ogni strumento di controllo delle professionalità, ogni approfondimento professionale va incentivato al massimo, è un meraviglioso investimento per la società, mentre ogni sospetto di iniquità, di partigianeria per un genere, di discriminazione per qualsiasi pregiudizio, o abuso di potere da parte degli specialisti va approfondito, valutato e severamente punito. Tali strumenti, anche individuati e maturati in ambito internazionale, sono un bene dell’umanità e vanno considerati PRIORITA’, in quanto afferenti ad un ambito vitale e delicatissimo della nostra società. Ovvio, no?

Addestrare (uso questo termine non a caso) un bambino ad odiare o ignorare o peggio ancora rovinare un genitore è possibilissimo e molto facile. Chi ha figli sa benissimo come è facile fare loro un lavaggio del cervello, che potenza hanno i ricatti affettivi, che pressione è possibile esercitare su di essi ed instradare il loro giudizio. Un esempio per tutti, i bambini soldato. Se è possibile addestrare un bambino ad uccidere e fare la guerra, o a sacrificarsi in nome di un’entità che non gli appartiene nemmeno, e sappiamo come possono diventare micidiali, possiamo fargli fare di tutto. Ovvio, no?

Negare che sia possibile addestrarli all’odio ed allontanarli da un genitore strumentalmente è davvero ridicolo. Non solo la tesi dell’impossibilità non regge (l’essere umano è purtroppo capace di tutto e si adatta a tutto, esistono migliaia di aberrazioni e forzature in tutto il mondo) ma rivela la malafede in chi lo nega: qualcuno potrebbe credere che è impossibile convincere dei vietnamiti o dei giapponesi che la guerra non è mai finita? Eppure succede, come succede che persone vengano cresciute segregate senza mai uscire di casa, tanto per dire.. Tutto è possibile. Ovvio, no?

Chi dice che la PAS non è possibile e la nega lo fa perché la vuole coprire per interesse. Esiste di tutto in natura come nella mente umana, il mondo è pieno di una varietà infinita di fenomeni e di storture, moltissimi sorprendenti ma tutti possibili, ma qualcuno nega che sia possibile insegnare ad un bambino che una persona è cattiva. Negarlo e definirlo impossibile è ridicolo e strumentale. Ovvio, no?

Condizionare un bambino è purtroppo possibile, esempi in positivo ne abbiamo a milioni, la cultura stessa è in fondo un condizionamento. E’ possibile anche in negativo. Basta insegnare ad un bambino che un comportamento negativo è invece positivo. I bambini imparano ciò che gli insegniamo, hanno ben pochi filtri di fronte agli insegnamenti dei genitori. L’unico filtro è appunto l’altro, che si vuole non a caso eliminare. Ovvio, no?

Se è possibile per un pedofilo convincere un bambino a non rivelare il segreto, a continuare a subire abuso, a barattarlo con una ricarica telefonica, addirittura a convincerlo che è bello, come si può negare che sia possibile condizionare un bambino ad odiare un genitore? E guarda caso chi nega che esista la PAS afferma che è possibile abusare di un bambino e convincerlo a subire abusi. Cioè secondo loro non sarebbe possibile addestrare un bambino a rifiutare un genitore senza motivo ed etichettarlo come cattivo su istigazione dell’altro ma sarebbe possibile addestrare bambini a subire violenze sessuali o altri abusi. Non torna, qualcuno ci marcia. Ovvio, no?

Parlare di generi, nell’abuso, non ha senso. Non esistono azioni violente o abusanti peculiari di un genere piuttosto che di un altro. Per questo non ha senso stabilire chi pratica un abuso più dell’altro in quanto appartenente ad un genere. E’ il sistema che invece è assai sessista ed autorizza ora un genere ora l’altro, a seconda della materia, e chi appartiene a quel genere non fa che mettere in atto colpevolmente ciò che gli viene permesso. Se la maggior parte di casi di PAS sono messi in opera dalle madri, è perché il sistema le mette in condizione di farlo (affidando esclusivamente a loro i bambini nell’80% dei casi e più e regalandogli vantaggi derivanti dall’esclusione dell’altro). Lo fanno di più le madri perché lo Stato le autorizza e non le punisce, né permette che si riconosca il problema. Quando, in vari casi, lo permette al padre, è perché lui gode di un lasciapassare speciale in quanto detentore di potere, che altrimenti non gli verrebbe dato per genere. Ovvio, no?

Ma andiamo avanti: oltre la PAS, che la dr.ssa Morana tratta, conosce e descrive compiutamente e magnificamente, vorrei qui parlare di un fenomeno meno eclatante ma assai più diffuso, altrettanto devastante per la crescita emotiva e relazionale dei minori, sempre fine pena mai.

Se nel caso della PAS si fatica ad ottenere riconoscimento ufficiale (ma non certo scientifico) per colpa di lobby che ne traggono vantaggio, per questo fenomeno siamo ancora più indietro, proprio per la sua subdola e strisciante natura.

Vorrei azzardare un primo termine descrittivo, che mi auguro verrà analizzato meglio insieme al fenomeno stesso e migliorato nella sua efficacia: Delegittimazione Parentale.

Non stiamo parlando né di allontanamento né di odio; si tratta di cosa più sottile. Quando un bambino, sistematicamente, vede che un genitore esclude l’altro dalle decisioni che lo riguardano, assorbe la negazione della sua legittimità e di conseguenza subisce una amputazione affettiva. Mio padre/mia madre, non contano niente perché uno agisce con me senza tenere in considerazione l’altro. L’altro non conta niente. A che scuola vado? Decide mamma. E papà? Ma che ci importa, decidiamo noi. Posso avere il motorino? Si. E mamma che ne pensa? Ma che ti importa? Te lo compro io.

La vita quotidiana è fatta di migliaia di decisioni, di concessioni, di limiti, di richieste. Se dimostriamo ai bambini che l’altro genitore non conta, creiamo in lui un gioco inizialmente attraente (se mamma dice di no lo chiedo a papà e viceversa) ma che alla lunga diventa devastante. Conosciamo benissimo il gioco di rimbalzo che si crea. Un genitore poco attento, per conquistare l’affetto, accontenta il proprio figlio proprio dove l’altro negava, in un gioco perverso che altro non è che un mercato che alimenta astuzie e ricatti; svalorizzare l’altro si ritorce su sé stessi, se delegittimo l’altro delegittimo anche me stesso. Avere il coraggio di mantenere una coerenza comportamentale, salvo poi metterla in discussione o a punto tra i due genitori senza coinvolgere il figlio, è comportamento importantissimo. Saperlo fare dovrebbe essere un obiettivo supremo per la buona crescita.

Non si può negare che questa dinamica è favorita in pieno dall’affidamento esclusivo o dal falso condiviso. Meno l’altro c’è, più è facile delegittimarlo. Dà ebbrezza di potere ma danneggia i bambini ed è causa di continui conflitti e necessità di compensazione innaturale. Se l’altro è importante, se gode della sua legittimità, conferma anche la nostra. Ovvio, no?

La Nostra Campagna e la PAS

Di Valentina Morana

Prosegue l’azione de La Nostra Campagna, con gli articoli che descrivono il nostro progetto. Noi, siamo tutte persone della società civile e non abbiamo interessi di poltrona. A noi interessa far entrare Marino Maglietta al Ministero delle Pari Opportunità per far accadere delle cose, che sono descritte nel nostro progetto. Abbiamo parlato di banca dati per i pedofili e pool anticrimine, di false accuse e di case famiglia. Oggi parliamo di PAS.

Ma prima una considerazione. Prima di qualsiasi altra cosa, io sono una donna. È un dato naturale. Essere donna non significa essere sottomessa, significa essere diversa dagli uomini e simile, in quanto essere umano. È certamente vero, che le donne sono state trattate nella storia del mondo come esseri inferiori, e tutt’ora accade molto, ma dipende da noi donne come farci trattare e che valori difendere e insegnare alle nuove generazioni. Ci sono donne che non si sottomettono a nessuno, ci sono uomini che non sottomettono le donne né i bambini. Le femmine che fanno parte delle Lobesie Botrane, del branco di iene toscano, della lobby dello Sciacallo, dei gruppi pseudofemministi, questo non lo possono capire, perché amano il potere e si comportano come i corrispettivi maschili di potere. Per questo le Lobesie Botrane andranno ancora di più in confusione, leggendo questo articolo. E la Copiona Dimezzata dimostrerà, una volta di più, la sua sottomissione (al sistema che difende) che proietta su noi donne che combattiamo.

La prima volta che ho incontrato un vero caso di PAS è stato nel duemilauno. Un maschio di potere, per vendicarsi della sua ex, che aveva trovato un compagno egiziano, le ha tolto la bambina che aveva otto anni all’epoca, con una falsa accusa di abuso sessuale. Mamma e bambina erano cresciute insieme per otto anni, l’una nel ruolo di mamma, l’altra nello sviluppo. Accudite entrambe dalla famiglia materna di lei. Lui, un individuo becero come pochi, all’inizio non aveva neanche riconosciuto la bambina, che invece aveva fame di lui, e nel tempo la incontrava a singhiozzo, perché impegnato in festini con eccessi di vario raggio, quando non lavorava dentro il sistema. Un maschio violento, aggressivo, che minacciava la sua ex di non creare una nuova relazione. La donna però, triestina doc, non si lasciava sottomettere e lui l’ha punita. Le ha strappato via la bambina inventando prima un abuso che coinvolgeva la madre, il compagno della madre e la madre dello stesso. Poi quando il procedimento si è chiuso in assenza totali di prove, ha fatto un’altra falsa denuncia di abuso sessuale, sempre a carico della madre della bambina e di quasi tutta la sua famiglia materna. Tutto archiviato. Non gli bastava, al maschio di potere, che la madre non vedesse più la bambina, voleva distruggere tutta la sua famiglia. Il classico cuculo. Nonostante fosse tutto archiviato madre e bambina non si sono più viste, se non per sporadici e a volte casuali, momenti. Un danno immenso per entrambe. Ho visto purtroppo tutto.

La bambina pur di frequentare il papà, (che passati gli anni l’ha scaricata da un’altra sua ex, contemporanea e successiva a sua madre, poi scaricata anch’essa) piano piano ha cominciato a rifiutare la madre. Ha cominciato a denigrarla con motivazioni futili tipo “ non la voglio perché ha i capelli come una bandiera” (la madre era bionda) e ad attribuirle cose non vere. Chiedeva poi ai servizi pubblici coinvolti, se facendo questo sarebbe stata con papà. Nel tempo non ha più voluto vedere né lei, né i nonni che l’avevano cresciuta bene insieme alla zia. E contemporaneamente si costruiva mentalmente una famiglia forzatamente sostitutiva, con i parenti della compagna nuova ufficialmente, del padre, perdendosi quando parlava, nei meandri della parentela. Una bambina che ho visto sana, spigliata, con capacità di metafora insegnata dalla madre e dal nonno, è diventata una ragazza obesa e con notevoli problemi psichici. Il padre uccel di bosco. La madre cicatrici invalidanti. La PAS distrugge. E anche le false accuse.

La PAS non ha genere. La parola “genere” è come la parola “minori” o “attori”. Usata a sproposito e per motivi di interesse. E’ usata dall’ideologia che asfissia la nostra aria. Ma è di tutti e non può essere piegata al volere di mentecatti da quattro soldi. Dunque la PAS riguarda il genere umano. Se ne parla parecchio al maschile, perché sono maggiori i numeri delle madri alienanti rispetto ai padri alienanti. Ma ci sono anche i padri alienanti. Le madri alienatrici sono di tutti i tipi e sono molto aiutate dal sistema, che a forza di atti e di azioni collegate, ci guadagna economicamente di brutto. Queste femmine possono far parte del sistema come non, sono comunque supportate. I padri alienanti sono invece tutti maschi di potere o collegati in qualche modo ad esso, altrimenti non riuscirebbero a portare via i bambini, perché di questo si tratta.

Ecco c’è da chiedersi, come mai, i copioni paladini dei diritti delle donne, non si occupano delle donne vittime di PAS. Non le difende nessuno o quasi. Com’è? Magari proprio perché riguarda il sistema.

In rete ho letto la storia di Myriam Napoli. Ho letto gli atti che mi ha mandato. Come la mamma di cui vi parlavo sopra, anche lei non vede da anni suo figlio, che le è stato strappato via da un maschio di potere. Stiamo parlando di una donna sana, generosa a leggere gli atti, che ama suo figlio. Cosa pensa e vive oggi suo figlio, non lo so. Però so, che giorni prima che il padre lo portasse via con l’inganno, lui disegnava alla madre cuori e le diceva che l’amava.

Myriam è una donna che lotta come libera battitrice, per i diritti di suo figlio e degli altri bambini. Ha una pagina Facebook dove affronta questi temi ed è Bambini vittime dell’alienazione genitoriale. Lei è un punto di riferimento per tutte le donne e tutti gli uomini che combattono per far emergere il problema della PAS e i suoi effetti. La Nostra Campagna si occuperà di Myriam nei prossimi tempi, perché significa occuparsi dei diritti dei bambini.

Tra le Lobesie Botrane c’è chi pratica PAS per questo dicono che non esiste. Una di loro è stata smascherata di recente. Forse cercherà Myriam per fare la vittima, chissà…loro fanno così.

La Nostra Campagna pensa che la PAS sia una forma di maltrattamento e come tale deve essere trattata. Chi inizia una situazione che poi sfocia in PAS, è responsabile di un chiaro maltrattamento, e deve essere sanzionato come tutte le altre forme di maltrattamento all’infanzia, e al mondo adulto che subisce. Non ci possono essere mediazioni pseudopolitiche per questo. Noi vogliamo che la PAS sia riconosciuta e che porti delle azioni, anche di prevenzione. Per questo pensiamo di poter riunire i pareri dei tecnici della rete, per consolidare conoscenze e arrivare a una proposta, seguendo sempre come faro, il Manifesto Psicoforense per la Bigenitorialità, firmata da 64 esperti in ambito psicoforense.

Documento psicoforense sugli ostacoli al diritto alla Bigenitorialità e sul loro superamento

PAS: Pericolo Abuso Scellerato

Così come pensiamo utilissimo lo scambio con la dott. Linda Kase Gottlieb che opera da molti anni sulla materia, negli Stati Uniti, e che ha una grande conoscenza dei figli vittime di queste azioni.

E con Marino Maglietta alle Pari Opportunità tutti insieme, mettiamo a posto anche questo. Perché sarà finalmente libero di fare le cose come la società civile chiede, senza dover superare sempre montagne di ostacoli, esattamente come devono fare tutte quelle mamme e tutti quei papà che non riescono a vedere i figli e lottano per conquistare centimetri (come dice Quarto de La Nostra Campagna).