ALIENAZIONE FAMILIARE E FALSE ACCUSE: LA DIAGNOSI DIFFERENZIALE

convegno bolzano 2015

A seguire il testo dell’intervento della dott. Valentina Peloso Morana, al convegno di Bolzano:

 

C’è un gran parlare dell’alienazione genitoriale e della Pas, azione che molti genitori subiscono sulla loro pelle, le cui vittime più indifese sono i figli.

Dopo aver letto molta letteratura sull’argomento, e in seguito alla mia esperienza professionale che mi porta a osservare e a studiare nel concreto il fenomeno della alienazione, sono arrivata ad alcune riflessioni, che oggi condivido con voi.

Penso che sia utile, dando dignità alla parola, una riflessione sui nomi: Uno è Alienazione genitoriale (o familiare), l’altro è Pas cioè Sindrome di Alienazione genitoriale. Sono simili, ma il secondo nome include una parola assente nell’altra, che è la parola Sindrome e che in quanto tale descrive un fenomeno circoscritto. I due nomi descrivono due cose simili ma diverse. L’alienazione genitoriale descrive un fenomeno che investe buona parte o tutta la famiglia di un genitore separato che è alienato dall’altro. E il bambino ha rapporti ostacolati con il genitore alienato, fino a perderli nei casi più gravi. Di questo parleremo a breve. La Sindrome di alienazione genitoriale, invece, descrive un insieme di sintomi e di espressioni, che un bambino alienato può manifestare. La Pas riguarda il bambino, descrive le caratteristiche del bambino vittima di alienazione genitoriale, è una diagnosi che viene fatta sul bambino, mentre l’alienazione genitoriale è una diagnosi che riguarda tutta la famiglia. Detto questo noi oggi parliamo di Alienazione genitoriale e della diagnosi differenziale dagli abusi sessuali familiari. Continua a leggere

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Bolzano 20 Novembre 2015: convegno “Affido Condiviso e Alienazione genitoriale”

convegno bolzano 2015

Pubblichiamo con piacere il resoconto del dott. Francesco Cocca che ha introdotto e moderato gli interventi dei relatori nel convegno sull’affido condiviso e l’alienazione genitoriale del 20 Novembre;  gli diamo inoltre il benvenuto nel gruppo de La Nostra Campagna.

 

 

 

 

di Francesco Cocca

Affidamento condiviso e alienazione genitoriale sono i temi del convegno su cui,  il Profamily Centro Don Bosco di Laives (BZ) e l’associazione Crescere Insieme, hanno chiamato illustri esperti a confrontarsi in occasione della giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Tale convegno ha costituito un’importante occasione di riflessione e di approfondimento su aspetti di grande delicatezza nei rapporti familiari.

I contrasti che caratterizzano le separazioni coniugali si accompagnano spesso ad aspre controversie sull’affidamento dei figli minori, che suscitano particolare preoccupazione quando vengono utilizzate per sfogare i sentimenti di rivalsa o di disagio della coppia, incidendo negativamente sulla condizione psichica dei figli. Continua a leggere

Nasce la Commissione Scientifica per la Famiglia

COMUNICATO UFFICIALE – COMUNICATO STAMPA

COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE SCIENTIFICA PER LA FAMIGLIA

 

21 ottobre 2015 – In seguito a un lungo lavoro di rete con la società civile e un’attenta osservazione delle posizioni politico-istituzionali in materia di diritti civili di bambini, donne e uomini, un gruppo di tecnici ha costituito la Commissione Scientifica per la Famiglia.

La Commissione prenderà in esame la produzione discorsiva sul concetto di ‘gender’ in ambito culturale, mass-mediatico e informativo, politico, giuridico, legislativo e psicologico. Le analisi verranno condotte alla luce degli studi sull’Uomo e sul suo sviluppo psico-fisico e antropologico con lo scopo di produrre informazione scientifica multi e inter disciplinare sulle teorie gender o di genere e sulle ricadute che l’applicazione di queste teorie ha sull’istituzione familiare e sull’identità della persona. Lo spirito è quello di fornire risposte e indicazioni ai cittadini e ai loro rappresentanti politici in materia di salvaguardia e protezione della famiglia, quale unica istituzione preposta all’evoluzione dell’umanità e all’educazione dei bambini, istituzione che in questo modo contribuisce alla stabilità del tessuto sociale.

La Commissione è apartitica. I membri della Commissione sono professionisti selezionati in base alla comprovata conoscenza nella propria area disciplinare, nonché alla loro adesione alle finalità del gruppo. Segue un elenco dei nomi in ordine alfabetico.

Deborah Agostini, biologa e ricercatrice universitaria;
Chiara Atzori, medico infettivologo;
Giovanni Bonini, medico pediatra;
Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, presidente AIPPC;
Carla Debbia, medico pediatra;
Giuseppe Di Mauro, medico pediatra, presidente SIPPS;
Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra;
Gilberto Gobbi, psicologo e psicoterapeuta;
Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta;
Gianluca Marletta, antropologo e saggista;
Giuseppe Noia, ginecologo specialista in medicina fetale;
Valentina Peloso Morana, psicologa e psicoterapeuta;
Enzo Pennetta, biologo e saggista;
Enrica Perucchietti, filosofa e giornalista;
Renzo Puccetti, medico internista e bioeticista;
Lucia Ravenna, psicologa;
Giancarlo Ricci, psicanalista e saggista;
Giorgio Ricci, professore ordinario di biochimica;
Paolo Scapellato, docente universitario di psicologia clinica;
Giovanni Stelli, filosofo;
Claudio Valisi, filosofo e insegnante di scuola secondaria.

I tecnici sono affiancati da un pool di avvocati composto da: Gianfranco Amato, avvocato cassazionista, presidente Giuristi Per La Vita; Lorenzo Borrè, avvocato cassazionista; Monica Boccardi, avvocato cassazionista e mediatore professionistaGiuristi Per La Vita; Tomas Delmonte, avvocato familiarista; Giancarlo Cerrelli, avvocato cassazionista e canonista, segretario nazionale del Comitato Sì alla Famiglia; Maristella Paiar, avvocato cassazionista e civilista,Giuristi Per La Vita; Piercarlo Peroni, avvocato penalista.

Portavoce: Massimo Gandolfini. 

Ufficio stampa: Daniela Bandelli, ricercatrice sociale e giornalista pubblicista; Silvio Brachetta, giornalista pubblicista settore teologia. 

Email: stampa@commissionefamiglia.it

http://www.commissionefamiglia.it

Non siamo l’arcobaleno, noi siamo come l’arcobaleno

Conclude questo ciclo di interventi, con il prof. Alessandro Benigni, la sottoscritta e il dott. Gilberto Gobbi, il giornalista/pubblicista Silvio Brachetta, che è anche diplomato in Scienze religiose.

Questo ciclo di interventi ha il senso di cominciare a fornire spunti di riflessione e informazione in merito all’infanzia e a quello che sta subendo.

Abbiamo cominciato con un intervento del prof. Benigni che ha iniziato a spiegare come si opera nel tempo per far accettare socialmente ciò che è inaccettabile, impossibile dico io. E ha portato come argomento inaccettabile, la pedofilia. Questo suo intervento è la cornice dei successivi interventi, è l’inizio per cominciare a capire cosa succede. Continua a leggere

“Analisi delle schede dallo 0 ai 4 anni dello Standard-OMS”- dott. Gilberto Gobbi

Dopo l’articolo del prof. Alessandro Benigni e il video del mio intervento sulla pedofilia, pubblichiamo uno scritto del dott. Gilberto Gobbi, psicologo e psicoterapeuta, che riporta una riflessione sullo “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa”. Il dott. Gobbi affronta la fascia 0/4 anni dello Standard.

ANALISI DELLE LE SCHEDE DALLO 0 AI 4 ANNI DELLO STANDARD-OMS

di Gilberto Gobbi

Precursori della percezione sessuale – Il documento parla di precursori delle percezioni sessuali, che iniziano nel grembo materno e si trasformano successivamente continuando per tutto l’arco della vita. Vi è, cioè, nel bambino la capacità di godere del contatto fisico proprio dell’interazione “tonico-emozionale” con la madre già nel grembo. Questo godere del contatto fisico viene identificato come precursore delle percezioni sessuali e quindi delle pulsioni. Le ricerche in questo ambito confermano che vi è una profonda interazione “psicoaffettiva” tra madre e bambino sin nel grembo materno.

Sappiamo anche che il contatto fisico è decisivo per la percezione del sé corporeo e la costruzione dell’immagine inconscia di sé. Ognuno di noi, sin dal primo vagito, inizia a formare nel profondo della psiche l’immagine del proprio corpo, profondamente connessa a quella della propria identità psicocorporea. Vi è un processo  impercettibile tra la psiche e il corpo, per cui il corpo diviene parte integrante del contenuto psichico. Il piacere, ma anche il dispiacere, deriva dalla fusionalità psicofisica iniziale con il corpo della madre: attraverso il contatto corporeo vengono espresse le emozioni positive e negative, si instaura una circolarità emozionale tra madre/bambino, per cui le emozioni della madre incidono sul comportamento del bambino e quelle del bambino incidono sul comportamento della madre. Vi è reciprocità. In psicologia si parla di interazione “tonico-emozionale”, perché attraverso la tonicità neuromuscolare vengono espresse le emozioni, positive e negative. L’interazione tonico-emozionale accompagnerà la persona lungo il corso di tutta la vita, con i suoi aspetti positivi e negativi, influenzando profondamente i vissuti, le emozioni e la stessa espressione delle capacità intellettive. Ogni bambino si gioca il futuro delle relazioni psicocorporee  nei primi mesi e anni di vita, perché in queste prime interazioni ha radici la strutturazione della personalità.

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Il pane amaro che vogliono imporre ai bambini

di Valentina Peloso Morana

Cari lettori di questo blog

in relazione a quanto descritto dal prof. Alessandro Benigni nel suo articolo pubblicato qui il 24 agosto scorso e che fa da cornice a quanto sto per descrivervi, pubblichiamo un mio intervento tenuto a Gorizia il 30 luglio 2015 presso la parrocchia di don Walter. Alcuni, stanno cercando con lunga preparazione nell’ombra, di far passare come accettabile, ciò che non lo è. La pedofilia è distruttiva per lo sviluppo dei bambini, sia che sia agita in modo violento, sia che sia agita in modo “delicato”.

Sono oltre 20 anni che mi occupo di contrastare la pedofilia che è sempre stata sommersa nel nostro Paese. Mai mi sarei immaginata che in questo secolo, se ne parlasse in termini positivi per la collettività. Si è passati da un silenzio tombale, con uccisioni di persone che contrastavano il fenomeno, a una disinvoltura nella presentazione in società di questo crimine orrendo, che tale rimane in qualsiasi forma. La conoscenza è la via per abbattere la pedofilia e proteggere tutti i bambini.

 

 

 

 

 

“Accettare l’inaccettabile: è diventato possibile”

Ospitiamo nel nostro blog questo importante scritto del prof. Alessandro Benigni, che è dal 2003, docente di ruolo di Filosofia e Psicologia nei Licei. Collabora con diverse riviste on-line ed è webmaster del blog ontologismi.wordpress.com

Accettare l’inaccettabile: è diventato possibile.

(leggi l’articolo completo: Sulla libertà di espressione, ma non di ragione)

di Alessandro Benigni

 

E’ dell’anno scorso fa la notizia di “quel pazzo giudice australiano” che aveva “osato” accostare omosessualità e pedofilia. Chi se la ricorda? “Pedofilia e incesto: un giorno saranno accettati come lo sono oggi i gay“. Queste “le parole shock” di Garry Neilson, un giudice che per aver notato l’evidente ha passato un mare di guai.

Il ragionamento del giudice, nella sua terrificante banalità, ricalca esattamente i meccanismi con cui atti e fatti che ieri erano assolutamente vietati, domani saranno più che plausibilmente socialmente condivisi: “Magari un giorno incesto e pedofilia saranno accettati dalla società e non saranno più tabù, proprio come è successo con le unioni gay“, ha dichiarato il giudice: “Una giuria potrebbe non vedere nulla di deplorevole nel rapporto di un fratello con sua sorella una volta che lei fosse maturata sessualmente, avesse avuto relazioni sessuali con altri uomini e fosse diventata “disponibile”, senza un partner fisso“. Secondo il giudice il tabù legato all’incesto sarebbe dovuto esclusivamente al timore di anormalità genetiche in caso di prole, ma anche quel problema potrebbe essere spazzato via dagli “ottimi metodi contraccettivi e dal libero accesso all’aborto“. A parte l’abominevole tesi, alla luce di quanto abbiamo visto fin qui, mi chiedo: che c’è che non va dal punto di vista della sequenza logica del suo discorso? Continua a leggere

Oltre le fiabe, siamo noi.

di Valentina Peloso Morana

Cari lettori di questo blog

Sintetizzo a seguire la base scientifica del mio pensiero in materia di sviluppo dell’età evolutiva. Ho preparato una Dottrina, che vi presento. E’ solo una piccola parte dei miei studi trentennali sull’Uomo. Quello che affermo in difesa dei bambini, dei ragazzi e della famiglia, trova le sue fondamenta nella parole degli scienziati tra i più grandi al mondo, nelle diverse epoche, nella storia del mondo. Questo di oggi è solo un piccolo anticipo:

                                                           DOTTRINA

La presente dottrina si suddivide in due argomenti: 1) Lo sviluppo psicosessuale e dell’Io nel bambino; 2) Studi sul disegno infantile Continua a leggere

Non sarà l’uguaglianza a renderci unici.

di Francesco Toesca

La questione della teoria del genere (con buona pace di chi nega la sua esistenza e contemporaneamente ne perora la giustezza inserendola in programmi educativi, come ben evidenziato da questo articolo e come mai prima d’ora accaduto, adottando pratiche educative tout court senza prima accettare un dibattito critico ampio ed esaustivo) aumenta di giorno in giorno la sua importanza. Lontano dall’essere una pura questione astratta sta ormai invadendo – ponendosi come inattaccabile – il discorso pubblico, intellettuale e mediatico della nostra società. Basterebbe questa massiccia invasione in ogni tema sociale e la conseguente applicazione nella pratica formativa e pedagogica a sancirla come reale. Tanto basta difatti, almeno a me, per discuterne.
Temo, purtroppo, che siamo solo all’inizio della consapevolezza di quanto questa ideologia (che, sia chiaro, critico in toto) abbia a che fare con una infinità di dimensioni esistenziali e di quanto prepotentemente si proponga di influenzare la nostra esistenza. Impossibile pretendere dunque che tutte le voci critiche corrispondano, vista l’ampiezza del tema, come impossibile pare anche il poter tenere il dibattito al riparo da possibili utilizzi a loro volta strumentali.
Nel proporre questo articolo, difatti, concordo con l’assunto generale che si tenda a cancellare la dignità dei generi, volendoli nascostamente annullare con la scusa di volerli rendere liquidi; ciò, a nostro parere, non ha a che vedere con gli stereotipi quanto piuttosto neutralizzare la forza dell’essere identificabili ed identificarsi in sé stessi, di riconoscersi tra simili. Gli stereotipi sono solo uno specchietto per allodole, giacché si può benissimo convivere in consonanza senza negare le differenze. Tale annichilimento dei generi è funzionale al potere, quanto la forza della dicotomia maschio femmina è una minaccia al controllo della persona. È difatti in discussione oggi SE sia giusto essere maschi e femmine. Sotto questa luce, ciò che non condivido dell’articolo è che ancora una volta si tenti una lettura oppressi/oppressori tra i generi e si tiri in ballo il supposto maschilismo patriarcale della nostra società, a mio avviso tutto da discutere, ed usato come carta vincente di consolidato sapore retorico.
Se l’identità femminile viene svilita, non è certo dall’uomo ma da una ideologia che annulla anche quella maschile. Che senso ha combattere tra di noi se siamo minacciati entrambi all’estinzione in quanto identitari?
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L’IO personale e l’IO indotto: la profanazione dell’IO

La dottoressa Valentina Morana ha ricevuto un esposto all’ Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia per la sua posizione sul Gioco del rispetto. Questo il suo ultimo video girato prima che la dottoressa venisse a conoscenza dell’esposto. Ne condividiamo in pieno la posizione e il diritto ad esprimere la propria opinione. Abbiamo chiesto un confronto pubblico sul tema e queste sono le risposte; continueremo a batterci, insieme a molti altri, per la tutela dei bambini e delle loro famiglie.

La Nostra Campagna ribadisce la sua posizione.