Bolzano 20 Novembre 2015: convegno “Affido Condiviso e Alienazione genitoriale”

convegno bolzano 2015

Pubblichiamo con piacere il resoconto del dott. Francesco Cocca che ha introdotto e moderato gli interventi dei relatori nel convegno sull’affido condiviso e l’alienazione genitoriale del 20 Novembre;  gli diamo inoltre il benvenuto nel gruppo de La Nostra Campagna.

 

 

 

 

di Francesco Cocca

Affidamento condiviso e alienazione genitoriale sono i temi del convegno su cui,  il Profamily Centro Don Bosco di Laives (BZ) e l’associazione Crescere Insieme, hanno chiamato illustri esperti a confrontarsi in occasione della giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Tale convegno ha costituito un’importante occasione di riflessione e di approfondimento su aspetti di grande delicatezza nei rapporti familiari.

I contrasti che caratterizzano le separazioni coniugali si accompagnano spesso ad aspre controversie sull’affidamento dei figli minori, che suscitano particolare preoccupazione quando vengono utilizzate per sfogare i sentimenti di rivalsa o di disagio della coppia, incidendo negativamente sulla condizione psichica dei figli.

Meritano perciò attento studio sia le sindromi psicologiche dei minori coinvolti in separazioni conflittuali sia la ricerca di strategie di intervento che favoriscano il recupero di corretti rapporti genitoriali e tutelino i figli anche in un’ottica di prevenzione sul piano sociale e culturale.

La Sindrome di Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Syndrome – PAS), così definita dallo psicologo forense Richard Gardner, della Columbia University di New York, e’ una patologia relazionale che si manifesta nelle situazioni di separazioni e divorzi conflittuali. E’ considerata come una violenza emotiva o abuso psicologico del minore, in quanto la programmazione può indurre nel bambino la rottura permanente del legame con un genitore, oltre che conseguenze psicopatologiche. Quando la separazione dà luogo ad aspri conflitti, ognuno degli ex coniugi, convinto di avere ragione, rischia di coinvolgere i figli disorientandoli e costringendoli ad un’innaturale scelta forzata. I genitori trattano i figli come propri confidenti e attuano comportamenti che hanno lo scopo di separarli dall’altro genitore e di cementarli a sé.

 

Dagli interventi e dal dibattito sono emersi utili spunti di riflessione e qualche interessante novità.

 

La Dott.ssa Valentina Peloso Morana ha focalizzato l’attenzione sulla diagnosi differenziale tra l’alienazione genitoriale e l’abuso sessuale familiare. In particolare, ha analizzato i livelli (I, II e III grado) di alienazione genitoriale e i disturbi accusati dai bambini abusati, sottolineando l’importanza dello studio del comportamento del bambino attraverso un’analisi armonica degli elementi, delle prove.

 

L’Avv. Giovanna Pappalardo, esperto di diritto di famiglia, ha evidenziato i principali aspetti di natura legale che si incontrano nelle vicende di affido, facendo notare che la separazione è un dramma per i figli e la legge interviene in una condizione patologica della famiglia. Secondo il suo parere, il problema, oggi, è culturale. Manca la consapevolezza di essere genitori. Le false accuse, l’assegnazione della casa familiare, la collocazione e le modalità di frequentazione dei figli, e poi il loro mantenimento, la scelta della scuola e dello sport, creano non poche difficoltà per gli avvocati, i quali hanno il difficile compito di trovare soluzioni rapide e concrete, nonostante l’elevato grado di conflittualità tra le parti.

 

Il Prof. Marino Maglietta, invece, ha dapprima illustrato i principi cardine della legge di riforma del 2006, le violazioni giurisprudenziali dei diritti indisponibili dei minorenni e il tentativo del D.lgs 154/2013 (decreto filiazione) di legittimare tali violazioni attraverso, ad esempio, la scelta della “residenza abituale” (art. 337 ter c.c.) e la limitazione dell’esercizio di ascolto del minore (336 bis c.c.). In secondo luogo, si è soffermato sulla revisione della normativa in corso in Parlamento, resasi ormai assolutamente necessaria a causa dell’aumento del potere discrezionale della magistratura, dell’incremento dei motivi di conflittualità e della riduzione dei diritti dei minori.

Da ultimo, ha segnalato la “coordinazione genitoriale”, un nuovo tipo di intervento extragiudiziale per la soluzione dei conflitti familiari in cui un terzo si mette a disposizione delle parti per aiutarle a mettere in pratica un proprio programma di genitorialità, avendone ricevuto incarico dal giudice o essendo stato chiamato dalle parti stesse, di fronte a gravi difficoltà incontrate, a causa di un’esasperata conflittualità, nel gestire le regole stabilite. Si tratta di una strategia già affermata negli Stati Uniti, della quale si sta iniziando la sperimentazione anche in Italia. Premesso che si trova ancora ad uno stadio preliminare, è comunque destinata ad essere utilizzata solo in circostanze e fasi particolari della rottura del legame di coppia.

 

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