Il “Casalingo” incontra la manager alla corte del Miniver

Cari lettori di questo blog, questo è il terzo blocco di studio delle memory card de “il gioco del rispetto” pubblicato il 10 aprile 2015 su Vita Nuova Trieste:

di Valentina Morana

Terzo blocco: le figurine neutro. Compare il genere neutro, proposto a bambini di scuola dell’infanzia. Anche qui ho scelto due esempi.

Primo esempio:  neutro

 

                                                                  PILOTA

pilota il gioco del rispetto

 

Come fa un bambino così piccolo a distinguere i due personaggi? L’impronta è identica, tranne i capelli. Ma i capelli lunghi non sono indice di femminilità o di essere donna, perché li portano anche tanti uomini. Inoltre qui addirittura gli occhi si intravedono appena. L’immagine è neutra, così come è neutro il sesso. Non appare alcun elemento fisico femminile a distinguere la differenza tra maschio e femmina. Ma forse le autrici, intendono stimolare i bambini al gioco  “aggiungi quello che manca” con queste immagini e un kit appropriato. Questo avrebbe un senso, altrimenti sarebbe solo caos.

In linea di massima, un bambino di età da scuola dell’infanzia, non sa leggere. Dunque la parola “Pilota” è per gli educatori, che devono spiegare ai bambini il suo significato. Nelle figurine manca l’articolo determinativoLa” e l’articolo determinativoIl” associato alla parola. Dunque anche nella parola associata alla figura, manca qualsiasi elemento che contraddistingua la differenza tra maschio e femmina.

Non è chiaro dal punto di vista educativo né di sviluppo cognitivo, il senso di queste due immagini: nel mondo reale le divise si distinguono per sesso e dunque per modelli, e le donne e gli uomini, sono assolutamente identificabili. E come si scriveva, i bambini per crescere in modo equilibrato, hanno necessità di conoscere e comprendere la realtà che li circonda.

Secondo esempio: neutro

                                                            MANAGER

manager

Sulla scia dell’esempio precedente, troviamo la stessa parola per due figurine, senza articolo determinativo. Una parola straniera, perciò diversa. E in effetti in queste due figurine, troviamo una assoluta novità rispetto a tutte le altre figurine, che compongono il blocco delle memory card. Mentre in tutte le altre figurine del memory card, l’abbigliamento è identico per la stessa professione, che deve essere identificata tramite oggetti associati, mentre il genere rimane sullo sfondo, (come descritto nelle Linee Guida de “Il gioco del rispetto”, pag.21), qui compaiono invece elementi identificativi. Il maschio ha la cravatta e la femmina ha la collana. Sono le uniche due professioni che vengono rappresentate in modo leggermente diverso.

La cravatta associata alla valigetta, indica il capo, il dirigente, colui che è in cima alla piramide e che decide. Per esempio in alcuni luoghi è obbligatoria la cravatta, che per questo è indice di potere ed è un segno del maschile. Gli uomini che in questi luoghi non la portano, sono trasgressivi, perché la trasgressione è rottura della regola. Ci sono uomini manager che la cravatta non la portano e usano maglioncini.

Dopo una serie di figurine femminili fotocopia, prive totalmente di qualsiasi rotondità e armonia presente nel corpo femminile umano, troviamo la collana associata alla valigetta, che indicano, un personaggio che si stacca dalla massa, perché ha un elemento che le altre non hanno. I due elementi della collana e della valigetta, sono nella realtà oggettiva, molto presenti come accessori di manager femmine, come anche di femmine che svolgono determinate professioni e ricoprono ruoli di potere. In questa immagine si rappresenta una “donna tipo” da presentare ai bambini come obiettivo finale di carriera. Dunque qui si introduce uno stereotipo.

In queste due immagini, la parola è neutra, il corpo si contraddistingue invece in maschio e femmina. In questo unico caso. Dunque le immagini di questo esempio, danno ai bambini una proiezione marcata di questo mestiere, che perciò diventa discriminante rispetto agli altri mestieri. In questa immagine non c’è la parità di genere, perché le immagini delle due figurine, sono pari ma non sono uguali, pur essendo entrambe manager.

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