REGOLE CHIARE PER LA NUOVA BANCA DATI DEI PEDOFILI

Di Valentina Morana

Da qualche tempo si è cominciato in rete e in Italia, a parlare di pedofilia. Con notevole ritardo rispetto a buona parte del mondo. Della serie: “Meglio tardi che mai”.

Abbondano le informazioni insensate, farcite di retorica italiana, inutile a contrastare il fenomeno.

La pedofilia è una cosa seria e molto pericolosa. La pedofilia è internazionale e gode di protezioni raffinate e molto aggressive se necessario. È collegata con gran parte delle organizzazioni criminali e con i traffici che le riguardano. È il nuovo “gioco di intrattenimento” di uomini e donne di potere, che si incontrano in luoghi per motivi professionali e si sollazzano nel tempo libero, a discapito di bambini e ragazzi. Le prostitute di alto borgo, stanno per essere superate da bambini e ragazzi, rapiti a scopo uso di adulti, privi di coscienza.

Il pedofilo è esterno alla famiglia e sta in tutti i luoghi dove può incontrare le sue prede. Tutti i luoghi che hanno in qualche modo accesso ai bambini, compresi quelli dove non ci si penserebbe.

La pedofilia ha un potere grande, perché vi fanno parte anche persone che sono ai posti di comando, in certi settori, in molti paesi del mondo.

In Italia la maggior parte del fenomeno è totalmente sommerso. La pressione a silenziare è molto forte, troppi interessi da proteggere e troppa paura per ribellarsi. C’è qualcuno da tempo, qualche associazione, che si occupa del fenomeno. Ma senza mai centrare al cuore il problema, evitando di affrontare argomenti scottanti. Servono? Ma… chissà. Io dico di no.

Le istituzioni non sono evidentemente preparate sul fenomeno, come del resto non lo sono, sulla grande maggioranza dei fenomeni in atto, all’interno della società civile che è molto più evoluta di chi la governa. La maggior parte delle istituzioni che si occupano di infanzia e famiglia, basa le sue azioni, su una formazione di un gruppo di pseudoprofessionisti, per niente all’altezza della situazione.

Per chi segue, è risaputo, grazie a quelle poche e preziosissime informazioni in rete e su qualche giornale, che il pedofilo sta anche nelle istituzioni, all’interno delle quali è più facile avere accesso alle informazioni interne. Ora è evidente che creare “banche dati dei bambini abusati” con informazioni dei servizi su bambini, tipo: presunto abuso, comunità o casa famiglia di appartenenza, anni, situazione familiare, etc., mette a serio rischio la vita di molti bambini mentre altri individui, godono nel paese dei balocchi dei porchi.

Noi invece pensiamo che vadano subito abolite queste specie di banche dati e ne vada creata un’altra, che è quella che riguarda i pedofili.

Molta parte del mondo si è dotata di una banca dati dei pedofili o di elenchi. Le banche dati sono in collegamento tra loro, perché la pedofilia è internazionale. La banca dati contiene dei pedofili: foto, anni, caratteristiche personali, luoghi di azione, caratteristiche delle vittime, modalità di azione ed è uno strumento necessario per contrastare il fenomeno della pedofilia, perché quasi tutti sono recidivi e comunque chiarisce collegamenti tra loro. E i genitori possono sapere se si aggira nei pressi di casa loro, un pedofilo uscito di prigione o scappato.

Crediamo necessario mettere le basi per la nascita di un pool anticrimine specializzato su tematiche di pedofilia come pure di omicidi, compresi quelli a base sessuale. Ci sono molti esempi felici nel mondo e noi abbiamo l’ottima Polizia Postale, che è un’eccellenza nel contrasto al fenomeno e dunque un punto di riferimento di partenza.

La Nostra Campagna pensa di realizzare questo progetto, insieme a Marino Maglietta alle Pari Opportunità. Tutti devono poter avere accesso a pari opportunità nella vita e dunque anche i bambini vittime di pedofili, insieme ai loro sofferenti genitori.

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