La Nostra Campagna a Strasburgo per l’affido condiviso in Europa.

Di Silvia Alicandro e Giuseppe Petrozzi

Una parte del gruppo de La Nostra Campagna ha partecipato alla giornata di confronto europeo sull’affido dei bambini in seguito alla separazione dei genitori, tenutosi nel Parlamento Europeo di Strasburgo il 23/10/2013.

I rappresentati dei Paesi (Italia, Grecia, Belgio, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Germania e Svizzera) presenti alla discussione hanno evidenziato le buone pratiche e le criticità per i bambini e i ragazzi i cui genitori decidono di separarsi.

La disparità di applicazione delle modalità dell’affido condiviso nei vari Paesi, nonostante i bambini siano sempre bambini e dovrebbero essere considerati uguali al di là di meri confini fisici e legislativi, è emersa con profondo rammarico di tutti.

Le statistiche presentate rilevano che i figli di genitori separati sono costretti a vivere prevalentemente in famiglie monoparentali e che, soprattutto se piccoli, vengono affidati alla madre.

Le decisioni legislative in tutti i Paesi sembrano non tener conto né delle ricerche scientifiche (1234) che provano che il bambino sta meglio e cresce in modo armonico e sano quando può avere una relazione continua sia con il padre che con la madre, né che oggi, sia il padre che la madre, possono prendersi cura dei figli in egual modo.

Solo questo può essere considerato il “reale interesse del bambino”: dargli la possibilità di mantenere una relazione continuativa sia con il padre che con la madre anche in caso di separazione.

Tutte le opposizioni fatte alla pratica dell’affido condiviso, quali “il bambino è troppo piccolo”, “non lo si può sballottare da una casa all’altra”, etc., sono solo prerogativa di adulti che evidentemente hanno deciso di scavalcare il punto di vista dei figli e i loro bisogni e di continuare a vivere nel conflitto.

È emblematico a questo proposito, lo stupore del rappresentante tedesco che riportava il dato secondo cui i bambini avevano costruito un legame più forte con il padre solo dopo la separazione dalla madre.

Sorge spontaneo chiedersi: “quanto spazio e tempo hanno lasciato le madri ai loro mariti di costruire un legame forte con i loro figli?”.

Bisognerebbe a questo proposito approfondire e fare riferimento agli studi sulla PAS, più volte contestati o negati.

Al termine del confronto i partecipanti si sono chiesti quali possono essere le proposte per il futuro e tutti hanno concordato con il fatto che deve rientrare nelle competenze dell’Europa intervenire su argomenti  relativi alla salute dei bambini, visto che non può al momento intervenire su argomenti legislativi, prerogativa dei singoli Stati.

Oggi non si può evitare di prendere in considerazione il fatto che le famiglie si spostano e spesso provengono da Paesi diversi e i bambini hanno uguali diritti di salute.

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