La Nostra Campagna contro la zizzania e a favore di Adriana Tisselli

Di Valentina Morana

Cari lettori di questo blog,

La notizia dell’aggressione ad Adriana ha scatenato un vespaio. Non si aspettavano la nostra reazione. Come sempre, sono stata personalmente insultata dalle Lobesie Botrane che non avendo argomenti, fanno così. Tipo mi definiscono “coprofaga pelosa”. (Nella pura fantasia: è meglio mangiare merda che bambini) Insinuano pure denunce per calunnia, illudendosi di spaventarmi. Al limite posso dargli un biglietto per mettersi in fila.

Poi però ricevo questo messaggio privato da Rete Interattiva Campania:

Rete Interattiva Campania

Su questo “articolo” dettato da A.T. ad Adiantum (wow) emerge che l’autore dell’aggressione (secondo la nullipara era lui l’aggressore) non solo non è stato catturato perchè si trova sereno a casa sua, ma mostrerà al più presto presso un comando dei carabinieri i segni che questa donna e tutti i presenti gli hanno inflitto solo perchè il ragazzo voleva sua sorella. La bambina sottratta a Vittuone il 27 settembre 2013. A.T. per far scaternare i presenti ha urlato: “mi stanno scippando, mi stanno scippando!!. Qui c’è un referto medico che mostra 7 gg. di prognosi per il ragazzo e per fortuna c’erano testimoni che possono confermare l’accaduto. A.T. ha smania di fama ma questa volta ha sbagliato il bersaglio e metodo. Questa donna è un serio pericolo per la tutta la comunità milanese, il suo lavoro è quello di proporre amici per testimoniare il falso in Tribunale, attività piuttosto redditizia perchè poi da cosa nasce cosa. Tra l’altro questa donna così “perbene” è recidiva perchè è conosciuta in tutto il quartiere di Milano.

l ragazzo è stato portato al pronto soccorso dai caraninieri. Abbiamo il referto e presto combatteremo nei confronti di donna mistificatrice, cattiva e pericolosa. Una “donna” che oltre ad aver fomentato il padre separato per fare una battaglia legale contro il benessere della figlia (che ora è collocata provvisoriamente presso di lui “con la super visione dei servizi sociali di Milano”, A.T. dichiara di essere una semplice coinquilina (forse per ragioni fiscali da nascondere?), ha inoltre danneggiato e mandato in ospedale il primo figlio dell’ex moglie di questo coraggioso padre separato che si nasconde la donnetta nullipara, ex sindacalista e priva di scrupoli. Questo ragazzo ha lividi ovunque, pugni e si dovrà operare d’urgenza all’ernia a causa di questa aggressione indotta dalla “Signora” A.T. – A.T. “gridando allo scippooo” ha attirato tante persone contro il ragazzo pronte a difendere “la donna bugiarda” e picchiare questo povero ragazzo che ora si trova in ospedale. Il ragazzo voleva vedere sua sorella che è stata sottratta dai servizi sociali e dal padre che si è comprato la ctu. La bambina ora si trova presso la casa del “padre separato” da tre giorni, segregata e tenuta lontana dalla madre, con il cellulare spento. Il decreto non vieta le telefonate della madre. Milano presto conoscerà tanti dettagli in merito a questa macabra coppia composta da una nullipara frustrata e un uomo immaturo e meschino.

Al padre separato sono state ritirare tre denunce nel 2008 per maltrattamenti e percosse alla madre, la quale le aveva ritirate per ottenere la separazione e allontanarsi da questo individuo.

Bella persona questa A.T. complimenti.

La redazione di Rete Interattiva (a presto i referti medici on line)

Per onestà intellettuale, tutti coloro che mi leggono e conoscono il mio modo di agire e ragionare, e sanno che non nascondo niente, possono ora verificare le dicerie che si nascondono nella rete, allo scopo di promuovere interessi diversi. Visto che per me il web non è uno specchio per le allodole, e non mi va di essere usata, pubblico questo messaggio che mi è arrivato sulla pagina Facebook, e che trovo anomalo.

E già che ci siamo La Nostra Campagna risponde con un articolo di Francesco Toesca.

 


 

QUANDO SI COMINCIANO A MENARE LE MANI

Di Francesco Toesca

L’aggressione ad Adriana Tisselli, fondatrice del Movimento Femminile Parità Genitoriale, della quale chi la conosce non può dubitare circa la “maternità” della mandante, non può essere definita di matrice personale. O forse si. Anche troppo.

Voglio dire che nasce (insieme a tutte le minacce ed intimidazioni, indirette e dirette, che ha ricevuto in passato) in quel contesto accanito, che prende origine da visioni personali di interesse materiale ed egoistico sulla proprietà dei bambini e più in generale su una strumentalizzazione delle separazioni e dell’affido esclusivo. Il tutto passando da varie forme di delegittimazione ed allontanamento del maschile nella famiglia a tutto danno dei bambini, senza argomenti sufficientemente validi a supportare giustificazioni teorizzate che si arrampicano sugli specchi. Questa cosa si produce in farneticazioni rocambolesche e si perde in paradossi mai spiegati, si accartoccia su se stessa in una rovinosa battaglia che calpesta i diritti umani dei figli e degli uomini. Tale tentativo, teorizzare e sostenere l’insostenibile (con profusione di dati mistificati, interpretati a proprio piacimento, passando per false tesi “scientifiche” di presunta intoccabilità del materno e condanna del paterno, sino ad arrivare al paradosso mai spiegato del chi insegnerebbe la violenza ai bambini, se tutti i percorsi educativi – prima infanzia, adolescenza, pubertà – sono in mano prima alle madri in maniera esclusiva e poi al femminile nel corpo insegnante, che mai avrebbero valore in nessun consesso serio), è ormai arrivato alla frutta. Trovandosi davanti un muro solidissimo di persone, tecnici, genitori, politici, psicologi, a livello nazionale ed internazionale, che in ogni forma ed espressione dimostrano l’importanza dell’affidamento condiviso e della compartecipazione attiva nella crescita dei bambini, sconfessando ogni baggianata sulla disparità di importanza dei ruoli maschile/femminile, non ha saputo trovare di meglio che menare le mani.

Il fatto che abbia delegato ad un ragazzo, un uomo, di sporcarsele, quelle mani, palesando ancora una volta il potere di plagio che si può avere su un bambino divenuto ragazzo e uomo, nel condizionarlo all’odio, non solo dimostra una volta per tutte la fondatezza delle tesi da noi fin qui sostenute, e che cioè sia sin troppo facile e realistico (oltreché terribilmente diffuso) condizionare un bambino a proprio piacimento; un boomerang micidiale per chi sostiene che non è possibile istruire i figli a proprio godimento.

Ancora una volta, è drammaticamente dimostrato che la violenza non ha genere, avendo la stessa identica dinamica di fondo sia nell’uomo che nella donna, e cioè degenerare nel sopruso quando non si sa più gestire altrimenti un conflitto. In quali forme questo avvenga poco importa, la drammaticità sta nel non sapersi mantenere su posizioni di rispetto ma soverchiare. Questo è ciò che dobbiamo imparare a riconoscere e combattere; la genesi della violenza e non la sua dimostrazione finale. E dobbiamo finirla di speculare su ogni equivoco, evitando accuratamente di guardare in faccia la genesi della violenza stessa.

Non solo. Questa aggressione conferma ancora una volta l’orribile tentativo di “classificare” i generi: donna vittima incolpevole sinché sta al gioco, donna da punire se non protegge la casta femminista. Uomo colpevole se maltratta una donna, ma emissario pilotato e legittimato proprio da chi cavalca questa retorica, se punisce una donna che non è stata al gioco.

I fatti di ieri che riguardano Adriana mi hanno ricordato i primi episodi di violenza degli anni ’70. Lo stupore di alcuni nel rendersi conto che c’era chi passava all’azione, a confermare che dietro tutte le chiacchiere c’era qualcuno che faceva sul serio. E sappiamo com’è andata. Facciamo attenzione a non ignorare il livello di pericolosità di certe tesi di parte, degli interessi di chi ci mangia, del livello di incontrollabilità di un sistema di favori, perché ci stanno esplodendo in mano.

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