La Nostra Campagna contro gli abusi sessuali familiari e le false accuse

Di Valentina Morana

Cari lettori di questo blog e amici della rete,

continua La Nostra Campagna per il condiviso. Mentre le Lobesie Botrane si agitano e minacciano di spargere la loro bava ovunque, noi continuiamo a spiegare perché la proposta alle Pari Opportunità del prof. Marino Maglietta.

È necessario cominciare ad occuparsi seriamente e sul serio dei bambini e delle bambine vittime di abusi sessuali familiari, come anche delle ragazze e dei ragazzi vittime. Anche in questo campo, come per la pedofilia che è internazionale, il più è sommerso. Sommerso. I familiari abusanti sono maschi e femmine, quest’ultime in misura minore ma in netto aumento negli ultimi dieci anni. Va migliorato tutto l’aspetto che riguarda le indagini, la tutela della vittima, la pena commisurata al danno e un risarcimento economico alle vittime, degno della ferita subita. Il pool anticrimine di cui si parlava nell’articolo precedente, ha senso anche per questi crimini. L’Europa insegna.

Non c’era e non ci sarà affidamento condiviso per i genitori maltrattanti e abusanti. È sempre stato così, previsto dal professore, e ora lo riproponiamo a gran voce, una volta di più per sottolineare l’enorme ignoranza dei nemici del condiviso, che niente sanno e molto manipolano e mentono. Palesemente per altro.

Gli abusi sessuali all’infanzia producono danni, esattamente come le false accuse di abuso sessuale. Tutte le forme di violenza producono danni, basta mettersi nei panni di chi le subisce per capire. Le false accuse sono un prodotto della Lobby dello Sciacallo. Si sono inventati questa cosa molti anni fa, con l’obiettivo di aprire poi dei “centri specializzati contro l’abuso” e ricoveri per i malcapitati bambini e ragazzi., femmine e maschi.

Il fenomeno delle false accuse è lievitato negli ultimi anni nei casi di separazione, perché oltre a soddisfare gli interessi della Lobby con i suoi pseudotecnici (affari per milioni di euro), ha cominciato a soddisfare anche gli interessi di taluni genitori che hanno capito o ai quali è stato suggerito, che il modo migliore per tagliare fuori l’altro dalla vita dei figli, era confezionargli contro una bella denuncia di abuso sessuale. È risaputo, decerebrate a parte, che il genitore colpito da una denuncia di abuso sessuale non vede più i figli per anni, e spesso ha pure la podestà genitoriale sospesa, perciò niente condiviso. E qui diventa chiara la manipolazione evidente del sistema e servi, che ci addossa la falsa posizione che vogliamo il condiviso anche nella violenza. Abbiamo detto sopra che il maltrattamento e l’abuso sono fuori dal condiviso. Ed è così per la legge, perché quando parte una denuncia di questo tipo, succede quello che ho descritto sinteticamente poc’anzi. È così anche per il sistema e i suoi servi, che lo sanno e proprio per questo motivo, usano le false accuse per spaccare famiglie del tutto e separare figli da madri o molto più spesso, da padri. Informazione quest’ultima pruriginosa per i nemici, ma si sa la verità può essere urticante.

Dunque di che parlano? O meglio di che arieggiano il palato?

Le false accuse le subiscono prima i bambini e poi gli adulti colpiti. Noi dobbiamo colpire le false accuse. Con la divulgazione della conoscenza e le leggi che puniscano chi le pratica e tutelino le vittime. Come per il maltrattamento e l’abuso sessuale, anche la falsa accusa deve escludere il condiviso per chi l’ha messa in atto e deve prevedere la pena giusta e il risarcimento danni. Tutte le forme di violenza devono poter prevedere il risarcimento danni adeguato.

Noi pensiamo che vada migliorata la protezione dei bambini e ragazzi dagli abusi sessuali familiari e dalle false accuse. Abbiamo pensato anche per questo al pool anticrimine specializzato. Dobbiamo migliorare la legislazione che riguarda i due aspetti (abusi sessuali e false accuse). Le false accuse poi devono cominciare a essere chiarite in tutto il loro lerciume e colpite con fermezza, con tutti gli organismi leciti e le indicazioni di legge. Alcune leggi bisogna proprio prepararle.

Con il professor Marino Maglietta come ministro proposto dalla società civile, prepariamo anche questo.

Chiudo con una nota di colore. Ho letto in rete di uno pseudoconvegno a pagamento, la cui partecipazione prevedeva un versamento, direttamente sul conto privato di una come tanti, che non ha perso il vizio di fottere i soldi agli altri, con la scusa di fare convegni. Il convegno non c’è mai stato. Lo scrive una vittima della cosa su facebook, e argomenta pure, dicendo che manco i soldi sono tornati. E qui si palesa una enorme differenza tra noi che lottiamo per il condiviso e loro sistema. Noi parliamo a spese nostre, spesso ci paghiamo anche i viaggi, e i convegni sono aperti; loro fanno pseudoconvegni e simili, a pagamento. Loro fanno quasi tutto dietro compenso perché non hanno un’Idea per cui combattere. Noi che facciamo i salti mortali per sopravvivere, ci muoviamo e parliamo a spese nostre, compreso Marino Maglietta.

Questo la dice lunghissima per chi sa guardare e capire.

La Nostra Campagna è appena cominciata e il terreno maleodorante con la bonifica che stiamo creando, prenderà la sua forma naturale.

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Leggi scritte con inchiostro indelebile per distruggere i pedofili

Di Valentina Morana

Cari lettori di questo blog e amici della rete,

cominciamo a ragionare insieme sul perché Marino Maglietta alle Pari Opportunità.

Comincerò con un articolo che riguarda una tematica che mi sta particolarmente a cuore: la lotta alla pedofilia.

Partiamo dalla base, che è la legge sull’affidamento condiviso, voluta e creata da Marino Maglietta e storpiata da molti. Questa legge prevede la presenza armonica di madre e padre nella separazione con i figli. Quelli che la ostacolano, prediligono ambienti familiari con un solo genitore, quasi sempre la madre. Un ambiente a rischio, dove manca il padre, è un terreno super appetibile per un pedofilo.

La pedofilia in Italia è in quasi totale parte, sommersa. Sommersa. I pedofili sono individui luridi che attaccano bambini indifesi, e li cercano nel loro ambiente familiare. Più l’ambiente è favorevole, con assenza di padre e magari con conflitti, più le prede sono facili.

I pedofili sono presenti in quasi tutte le organizzazioni criminali. Ad esempio non mi risulta il coinvolgimento della mafia siciliana in queste cose. I pedofili sono inseriti in tutti i circuiti di potere massimo e minimo, nelle istituzioni di qualunque tipo, nelle strutture private convenzionate e non. I pedofili sono presenti nei luoghi ricreativi e sportivi che riguardano bambini. Hanno una rete di collegamento e protezione, super sofisticata, e una parte di loro ha affari nel riciclaggio di denaro, droga, prostituzione, traffico di armi, di persone e di organi.

Questi individui senza coscienza fanno filmati e se li scambiano, come le figurine. Il mercato della pedopornografia raggiunge livelli stratosferici. Tanti soldi, tanto potere, tante marionette.

L’Italia non ha una banca dati che raccolga tutte le informazioni che riguardano i pedofili e le loro azioni. Molti Paesi del mondo si sono dotati di banche dati, che sono tra loro collegate (perché la pedofilia è internazionale) e di elenchi. Gli elenchi oltre a contenere le facce dei pedofili, comprendono anche informazioni sulle zone di azione di questi criminali, in modo che i genitori possano sapere se nella loro zona si muove un pedofilo, e che faccia ha, se è libero.

Sono anni che combatto per questo, per avere una banca dati. Ci ho provato anche lo scorso anno con un partito politico. Ne ho pagate pesanti conseguenze e niente banca dati. Sono anni che studio le azioni dei politici intorno a questo argomento e posso dire con assoluta certezza, che a parte la ratifica della Carta di Lanzarote, niente è fatto per difendere veramente i bambini. Ti danno il contentino con lo specchietto per le allodole.

Dunque pari opportunità per tutti e perciò anche per i bambini. L’affidamento condiviso è ovviamente uno scudo contro la pedofilia ed è necessario come elemento base protettivo. Ma ci serve anche una banca dati che raccolga dei pedofili: foto, azioni, luoghi di azione, tempi di azione, caratteristiche delle vittime e foto delle vittime se morte, e tutte le informazioni necessarie. Alla banca dati va affiancato un pool anticrimine, composto da investigatori e tecnici specializzati, coordinati da un capitano. Lo schema è quello del dottore Falcone.

Noi dobbiamo vincere e aprire le porte del Ministero al prof. Marino Maglietta. Con lui mettiamo a posto le cose del condiviso e istituiamo la prima banca dati dei pedofili in Italia. E mettiamo a posto molto altro che descriverò in seguito, come il cancro delle false accuse per esempio.

Sono contenta che le cose siano andate come sono andate. E’ molto più bella una proposta di banca dati per i pedofili, che viene dalla società civile. È liberatorio per me e per tutti. Una richiesta che parte dal popolo. E voglio vedere se il popolo conta, anzi è sovrano, come dicono loro, o che.

Con Marino Maglietta mettiamo su la banca dati dei pedofili e il pool specializzato e ufficiale anticrimine. Noi vogliamo questo.

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